09 ottobre 2006

Il ruolo dell'informazione

Ogni verità dovrebbe essere sempre documenta dai fatti, quando ti trovi a dover parlare di un qualsiasi argomento e auspicabile un’adeguata preparazione, non servono conoscenze straordinarie, ma almeno quelle basilari per poter sostenere ciò che vai dicendo. Credo che il ruolo dell’informazione sia quello di informare, come dice la parola stessa, senza se e senza ma. Guardi il telegiornale, leggi i quotidiani, per conoscere le novità del mondo che ti circondano prendendole per buone, in quanto sono voce incontestabile e su questa base conoscitiva ti crei le tue aspettative di vita, le tue posizioni politiche, le tue opinioni riguardo a qualche cosa o persona. Insomma tale influenza non è trascurabile visto che incide in tanti fattori della persona. Vista tale influenza potresti almeno porti dei dubbi riguardanti l’ infallibilità di chi pratica il giornalismo, di chi fa informazione in generale, dubbi che possono nascere da un attenta valutazione del sistema che regge i “Media” in generale.

Al giorno d’oggi la comunicazione di massa ha raggiunto livelli straordinari dal punto di vista della diffusione, tali da rendere evidente la facile influenza diretta o indiretta che ha sulla formazione della propria persona. Quante volte senti, che la televisione deve educare, avere una certa forma di linguaggio, fasce protette e altro ancora. Questo significa riconoscere che i grandi mezzi di comunicazione hanno una certa influenza sull’individuo che ne è a contatto, riconoscendo anche la facilità con cui questo avviene, quasi come un effetto collaterale, anche se tanto collaterale non è.

La situazione italiana dal punto di vista dell’informazione è drammatica, ma non peggiore di altre, e stagnante. Drammatica perché abbiamo, per quanto riguarda televisioni una vera e propria lottizzazione dei canali televisivi tra i vari partiti (chi più chi meno), sempre circoscritti al duopolio Rai-Mediaset, che fanno si che la voce predominante sia quella del padrone, editore o direttore. Stagnante perché questa situazione va avanti da più di mezzo secolo. Invertire la rotta un decennio fa sarebbe stato impossibile, ora è un realtà emergente, rappresentata da quella realtà virtuale che vive nell’insegna del World Wide Web.

Questo mondo virtuale ha una sua caratteristica che lo contraddistingue, da altri mezzi di comunicazione, la sua struttura orizzontale, non è prevista una gerarchia per la gestione e l’utilizzo del mezzo. Basti ricordare come funzionano la televisione o i giornali, è prevista una gerarchia ben precisa, una struttura a piramide, che ne limita il suo accesso e utilizzo reale. Mentre invece il web non ha padroni, non ha strutture organizzative complesse, teoricamente e praticamente l’accesso al mezzo è garantito a tutti. Quello che si configura per i giovani e i meno giovani è un futuro che sarà nell’insegna della lotta per la conquista della libera informazione, diritto che è costituzionalmente garantito, ma che è praticamente lontano dalla sua applicazione. E purtroppo il mondo virtuale, vedi il web, e quello “reale”, media tradizionali, vanno sempre in direzioni opposte, in cui l’uno esclude l’altro perché aventi strutture diverse, non potranno esistere tutti e due, l’uno prevarica sempre rispetto all’altro.

Analizzando questi due mondi si potrebbe dire che qualche cosa sta cambiando, nel segno della libera informazione molte persone si stanno avvicinando a internet, perché è una spazio sempre meno vago, inaccessibile, e sempre più dinamico e aperto a tutti. Il fenomeno cresce a ritmi esponenziali, con caratteristiche proprie che vanno di pari passo con la degenerazione del sistema radio-televisivo italiano e mondiale, del sempre più evidente fallimento della politica, al disincanto verso cose che sembravano certe e si è perso ogni riferimento reale, poiché dimostratosi falso e incongruente.

Resta da scegliere da che parte stare, da quella in cui tutto è dato e altro non è dato sapere, o quello dove il ruolo attivo dell’individuo è capace di elevarlo ad una consapevolezza di cui era stato privato. Nessuno pretende di conoscere il mondo in assoluto, tutte le risposte, ma almeno è indispensabile sviluppare una sorta di spirito critico verso i problemi che ci vengono posti, in modo da elaborare soluzioni valide e alternative a questi problemi, con l’ambizione forse esagerata di cambiare il mondo, a partire da se stessi.

2 Comments:

Anonymous Anonimo said...

CIAO CONTRIRUIAMO A METTE TUTTO IN RETE..... FATE CIRCOLARE SE LO AVETE IL VIDEO DELLE IENE SULLA DROGA E I POLITICI...

IGOR.FRU@LIBERO.IT

CIAO IGOR

mercoledì, 11 ottobre, 2006  
Anonymous manuelito said...

Complimenti molto bello questo blog

giovedì, 12 ottobre, 2006  

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