13 ottobre 2006

Informazione è Potere


In un’epoca nella quale le notizie sono fornite perlopiù dai mass-media, urge la necessità di venire a conoscenza della natura di tali notizie. Il processo che esse devono attraversare prima di essere pubblicate è talvolta lungo e tortuoso. Si passa da opportuni “correttori di bozze”, a veri e propri “correttori di realtà”. Laddove queste notizie possono creare qualche attenta riflessione, nella mente del lettore o dell’ascoltatore, c’è sempre qualcosa di imperscrutabile e di indefinibile che va a modificarne il cuore della stessa. Notizie portatrici di informazioni, esse giungono talvolta al nostro vaglio con grandi modifiche rispetto alla vera natura dei fatti. Articoli di giornale che vanno in contrasto con comunicazioni televisive, ma in taluni casi anche in conflitto con altri articoli di altri giornali. Ma allora il cittadino comune, affamato di sapere, come deve comportarsi? Come può distinguere quale sia la vera realtà a cui appigliarsi? In quali termini egli può pregustare una verità tutta bianca, se poi le teorie che l’affermano non possono poggiare le basi sulla realtà materiale? Domande spesso retoriche o senza vera risposta nel campo d’applicazione concreto.

Nel mondo che noi uomini abbiamo costruito, è riconosciuto che l’accrescere della cultura, porta a delle conoscenze su nozioni che trovano interesse in ambito sociale, giuridico e soprattutto economico. Se tutti avessimo l’opportunità di utilizzare i mezzi che producano una crescita della cultura, tutti saremmo in grado di riconoscere quale sia la vera natura dei fatti, tutti avremmo degli strumenti tali da ostacolare le ingiustizie. Ma come si sa è pura utopia tutto ciò. Infatti già Émile Durkheim1, nella seconda metà dell’Ottocento, sosteneva che l’esistenza delle disuguaglianze sociali è un fatto inevitabile, ma è anche necessario al buon funzionamento della società. Egli però si riferiva, come noto, alla divisione del lavoro, necessaria a soddisfare i bisogni sociali. Mentre la disuguaglianza culturale, che aumenta nel terzo millennio anziché diminuire, è una disuguaglianza di tipo strutturale, che pone le radici sullo status dell’individuo. Un individuo colto, è indispensabile alla società, ma più individui coscienti dei loro diritti e con sete di sapere, possono risultare un pericolo. Ecco allora perché in tanti casi, la verità viene offuscata, per la paura di rivolte culturali, che mettano a repentaglio il sistema sinora tenuto in piedi, ed ecco allora il bisogno di ostruire la cultura, rendendola spesso inaccessibile a chi non si può accollare il peso economico.

Bisogna tenere presente che anche le informazioni fanno parte dell’ambito culturale. Esse devono arrivare pure ai nostri occhi affinché contribuiscano ad una crescita culturale. Non avrebbe senso che attraversino meticolosi sentieri, prima di giungere a destinazione. Nella comunicazione, c’è un mittente e un destinatario; se il mittente vuol inviare un messaggio al destinatario, è inutile che tanti intermediari stravolgano il contenuto di tale messaggio, poiché il destinatario non verrà mai a conoscenza di ciò che realmente doveva sapere. Tale esempio può esser riportato a tante notizie obsolete e contraddittorie che circolano tra notiziari televisivi e in versione cartacea. In un’intervista di Erica Pedone, riportata nella rivista mensile del mese di Ottobre di Mani Tese, a Antoine Libert Amico e Miguel Angel Rodigueza Miranda, due dei membri del Ciepac2 in Chiapas3, si evince che “più gente è informata della situazione, più sarà possibile stravolgere l’ordine politico ed economico imposto”. Quindi la mancata informazione proviene da questa fobia? Che ne sarebbe se la popolazione mondiale venisse realmente a conoscenza delle nozioni chimiche, le quali sostengono empiricamente e scientificamente, che l’acciaio fonde a 1535° C4 e non a 800° C come i tiggì di tutto il mondo vogliono farci credere nell’esempio del WTC?
Rivolta!

E’ necessario, dunque, porre in piedi un edificio che abbia alla base una verità vera, contrapposta al potere manipolatore dei media. Esso deve essere costruito con un linguaggio accessibile e facile, condito da supporti video, fumetti e soprattutto interviste alla luce del giorno. Bisogna riportare fedelmente ciò che accade, e non colmare di opinioni gli articoli, pur di pubblicare qualcosa, o peggio farli passare di mano in mano prima di diventare pubblici. Si deve tener presente che bene o male, l’informazione è potere.


Note

1 Émile Durkheim (Épinal, Francia 15 aprile 1858 – Parigi 15 novembre 1917) è un pensatore francese che si richiama all’opera di Auguste Comte (sebbene consideri alcune idee comtiane eccessivamente vaghe e speculative), e può considerarsi, con Karl Marx, Max Weber e Herbert Spencer, uno dei fondatori della moderna sociologia;

2 Ciepac, centro di ricerche economiche e politiche per l’azione comunitaria www.ciepac.org;

3 Chiapas, stato messicano che tra il 1994 e il 1995 rivendicò l’indipendenza, grazie all’esercito zapatista per la liberazione nazionale(EZLN);

4 Informazioni tratte da : Luogo Comune

1 Comments:

Blogger freesud said...

Questi parlamentaruncoli....depressi che hanno bisogno della coca per una erezione intellettuale decente con i nostri soldi comprano droghe dalle organizzazzioni mafiose......

che poi ci comprano armi per uccidere i magistrati, altra droga per intossicare i nostri figli....

FUORI I NOMI

dei disonorevoli drug test positive


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sabato, 14 ottobre, 2006  

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